fibromialgia2018-02-24T19:32:28+00:00

A tutt’oggi la medicina ufficiale non conosce ancora la causa della Fibromialgia, possiamo analizzare come le “medicine alternative” trattano l’argomento, quali secondo loro sono le cause scatenanti, e quali i rimedi possibili.
In base alla mia personale esperienza, una possibile causa può essere la compresenza di alcune situazioni:
un intestino irritato (meglio conosciuto con disbiosi intestinale);
una fonte di stress prolungata nel tempo (e qui, attenzione, siamo un pò tutti soggetti a rischio).
La mancanza di vitamina D (ma questa potrebbe presentarsi anche in seguito alla Fibromialgia).
La goccia che fa traboccare il vaso (nel mio caso, la somministrazione ripetuta di antibiotici).

I fattori che scatenano la fibromialgia

La causa è da ricercare innanzi tutto negli errori alimentari che facciamo.
Diciamoci la verità, chi non mette nel carrello della spesa almeno una scatola di merendine, o di biscotti, o una bevanda?
Lo facciamo tutti, anzi, a volte il carrello è un concentrato di prodotti industriali e di dubbia provenienza.
Conservanti, metalli pesanti, additivi industriali conditi con un bel pò di glutine, di cui la nostra dieta mediterranea è tanto ricca, fanno del nostro intestino un colabrodo.

Lo stress

lo stress causa fibromialgia

Il nostro corpo riesce ad ammortizzare situazioni stressanti di breve durata, quando questa si prolunga nel tempo, diventa pericoloso.
Infatti in queste fasi produciamo una sostanza che si chiama cortisolo,
il cortisolo è un ormone prodotto dalle cellule della fascicolata del surrene in risposta all’ormone ipofisario ACTH.
Il cortisolo viene definito “ormone dello stress” perché la sua produzione aumenta, appunto, in condizioni di stress psico-fisico severo, per esempio dopo esercizi fisici estremamente intensi e prolungati o interventi chirurgici.
Con la sua azione, quest’ormone tende ad inibire le funzioni corporee non indispensabili nel breve periodo, garantendo il massimo sostegno agli organi vitali.
Per questo motivo il cortisolo:
– induce un aumento della gittata cardiaca
– aumenta la glicemia, incrementando la gluconeogenesi epatica (conversione di alanina in glucosio), stimolando la secrezione di glucagone e riducendo l’attività dei recettori insulinici
-riduce le difese immunitarie diminuendo, di conseguenza, anche le reazioni infiammatorie (inibizione della fosfolipasi A2)
-diminuisce la sintesi di collagene e della matrice ossea, accelerando l’osteoporosi
-favorisce il catabolismo proteico (stimola la conversione delle proteine in glucosio e la glicogenosintesi)
-favorisce la mobilitazione e l’utilizzo degli acidi grassi, ma in alcuni distretti stimola la lipogenesi.
Un aumento del cortisolo in circolo si manifesta anche in caso di digiuno prolungato o abitudini alimentari scorrette.
Saltare la prima colazione e/o mangiare molto in un unico pasto giornaliero, favorisce infatti l’ipercortisolismo (l’aumento, cioè, della produzione di cortisolo).

[Tratto da http://www.my-personaltrainer.it/fisiologia/ormoni/cortisolo.html]

l’intestino irritato (o disbiosi intestinale)

la disbiosi intestinale causa fibromialgia

La causa è da ricercare innanzi tutto negli errori alimentari che facciamo.
Diciamoci la verità, chi non mette nel carrello della spesa almeno una scatola di merendine, o di biscotti, o una bevanda?
Lo facciamo tutti, anzi, a volte il carrello è un concentrato di prodotti industriali e di dubbia provenienza.
Conservanti, metalli pesanti, additivi industriali conditi con un bel pò di glutine, di cui la nostra dieta mediterranea è tanto ricca, fanno del nostro intestino un colabrodo.

La mancanza di vitamina D

la mancanza di vitamina D causa fibromialgia

A tutt’oggi non sappiamo se è la mancanza di vitamina D a causare la Fibromialgia o il contrario.
Sta di fatto che se hai la Fibromialgia, la vitamina D è di sicuro in rosso.
Al momento è allo studio di alcuni medici stranieri, soprattutto una cura definitiva con alte dosi giornaliere di vitamina D.
In ogni caso, contratta la fibromialgia, la vitamina D diventa insufficente.
A questo punto, a parte l’integrazione obbligatoria, sarebbe utile una camminata giornaliera di circa 30 minuti, dopo le 11.00 di mattina, quando cioè il sole è alto.

la goccia che fa traboccare il vaso (ad esempio, una overdose di antibiotici)

un eccesso di antobiotici può causare la fibromialgia

l’antibiotico interviene al posto del nostro sistema immunitario per bloccare la crescita dei principali germi patogeni. Ma un uso massiccio indebolisce il sistema immunitario, mandandolo in tilt e rendendolo incapace di affrontare un nuovo germe patogeno che può presentarsi.

LA FIBROMIALGIA SECONDO LA MEDICINA AYURVEDICA

approccio ayurveda alla fibromialgia

La patogenesi della fibromialgia secondo la medicina ayurvedica identifica 3 fasi successive:

Prima fase: squilibrio del dosha Vata e dei suoi subdosha Prana,Vyana, Samana, Apana. In questo stadio della sindrome si apprezza una prevalenza della deflessione del tono dell’umore in senso depressivo, iperalgesia, disturbi sensitivi ingravescenti, irregolarità dell’alvo, tutti segni di uno squilibrio del dosha Vata.

Seconda fase: squilibrio del dosha Pitta e del subdosha Sadhaka. Si osserva l’evoluzione delle alterazioni dell’umore in senso ansioso, dell’allodinia, dell’affaticamento precoce, della perdita progressiva dello “schema corporeo” centrale.

Terza fase: squilibrio del dosha Kapha e dei subdosha, Sleshaka – Avalambakha. Essa è caratterizzata dal consolidamento del quadro clinico generale, rigidità multi segmentaria, alterazione morfologica del tegumento.

Dal punto di vista del coinvolgimento dei tessuti (dathu), la malattia, sostenuta inizialmente da Vata, mostra un aggravamento progressivo di del tessuto nervoso (Majja), del tessuto muscolare (Mamsa) e dei rispettivi apparati (majjavaha srotas – mamasavaha srotas).

In questo caso l’ayurveda propone un approccio terapeutico integrato: la terapia (fitoterapia, terapie fisica e manuale – aushadi), le regole ed abitudini della vita quotidiana (vihara) e l’alimentazione (ahara). Lo scopo è riequilibrare sia i dosha che i tessuti che presentano uno squilibrio ingravescente.

Per lo squilibrio di Vata (disturbo depressivo e deflessione dell’umore) si utilizzano : Ashvagandha (Vitania Somnifera), Brahmi (Centella Asiatica), Jatamamsi (Nardostachys Jatamamsi), Shankhapushpa (Pimpinella Anisum).

Per i disturbi di Mamsa Vaha Srota prevede, Shatavari (Asparagus Racemosus), Kaishore guggulu (composto).

Il trattamento della neuropatia, disturbo a carico di Majja Vaha Srota, richiede Yogaraja Guggulu (composto).

Centrale è l’utilizzo delle terapie manuale e fisica. Anche il letteratura è possibile identificare risultati positivi dell’impiego del massaggio ayurvedico (Abhyanga) sui disturbi legati allo stress (“Pilot study investigating the effects of Ayurvedic Abhyanga massage on subjective stress experience”. Basler AJ. J Altern Complement Med. 2011 May;17(5):435-40. doi: 10.1089/acm.2010.0281. Epub 2011 May 13). I protocolli prevedono sedute bisettimanali di massaggi abyahangha (massaggio con olio di sesamo su tutto il corpo), per il rilassamento neuromuscolare. Il trattamento manuale viene intercalato da terapie con calore ( pinda sweda) utilizzando i pinda (tamponi caldi medicati usati per il rilassamento delle fasce muscolari). La terapia di massaggio comprende il trattamento dei punti marma. Si tratta di punti localizzati sulla superficie del corpo. L’Ayurveda identifica 107 punti principali, attraverso cui è possibile interagire con prāna. Il termine significa letteralmente “punti energetici vitali vulnerabili” e la radice della parola deriva dalla radice ṃr che significa uccidere. Sono definiti anche come aree di “passaggio” tra due dhatu. L’impiego a scopo medicale si sviluppò nelle scuole di Kalaripayattu, l’antica arte marziale indiana, dove si studiavano i punti marma per potenziare l’effetto dei colpi sugli avversari e per la cura delle ferite subite. E’ possibile utilizzare tali punti per la diagnosi, per la prevenzione della malattia e a scopo terapeutico. Sono particolarmente utili per bilanciare i dosha, i dhātu e gli srotā. Nella fibromialgia saranno trattati principalmente quelli legati al tessuto muscolare (Māmsa Dathu), ai legamenti (Snāyu) ed alle articolazioni (Sandhi). Sia per il trattamento dei marma che nei diversi tipi di massaggi, saranno utilizzati oli anti Vata e anti Kapha : calamo, eucalipto, zenzero, mustā (Cyperus Rotondus), jātīphalā (Myristica Fragrans), patchouli, pino silvestre, nāgakeshara (Mesua Ferrea), jatamāmsi(Nardostachys Jatamamsi), the, Nirgundī (Vitex Negundo).

Centrali nella gestione del paziente con fibromialgia sono l’alimentazione e le abitudini di vita.

La dieta dosha-specifica permette di porre le basi per il riequilibrio terapeutico.Essa si basa sugli attributi dei tre dosha (atmārupa) e identifica un regime alimentare che non vada ad aggravarli ulteriormente. Ad esempio per i problemi legati all’aggravamento di Vāta si consiglia di evitare alimenti con caratteristiche di secchezza, leggerezza, freddi, sapore astringente. Con le medesime modalità saranno date indicazioni per adottare consone abitudini di vita quotidiane (dinācharyā) e stagionali (rutucharyā).

fonte: [http://www.sai-veda.eu/articoli/]