Mal di testa

Mal di testa?

Se il mal di testa è ricorrente, quasi cronico, si ripresenta magari nel week end, anzi, in tutti i week end prednisone 20mg.

Se hai fatto tutti gli accertamenti e non hanno trovato nulla che non va, ma la risposta è stata : è colpa dello stress, allora dovresti esaminare meglio anche altri eventuali sintomi.

E’ vero che lo stress è causa di tanti tanti mali, ma la cefalea muscolo-tensiva potrebbe avere anche origine ma una fibromialgia che non si è ancora manifestata in tutte le sue forme, o semplicemente da un’intolleranza alimentare.

Che fare in ogni caso? Evita innanzi tutto di imbottirti di antidolorifici, in questo modo curi solo il sintomo e non la causa e non fai altro che peggiorare altre situazioni, visto che nessun farmaco è scevro da effetti secondari.

Fai un test per le intolleranze, tantissime volte basta eliminare un alimento che ti da fastidio, per un pò, per ritrovare la serenità.

Poi, elimina comunque i latticini e il glutine, prova per una settimana e vedi come va.

Esperienza personale, sono passata dal mal di testa settimanale a non averlo più da quasi tre anni. E ovviamente per me è stata una grande conquista!

 

 

 

Disbiosi Intestinale

Disbiosi Intestinale

Quando il numero di batteri intestinali si riducono drasticamente, entriamo in una condizione di “disbiosi intestinale”, dove il bilanciamento dei batteri di vario tipo, viene meno, causando una serie di disfunzioni, sia prettamente intestinali, tipo diarrea o stipsi, che problemi di diversa natura, tipo reflusso gastrico o facilità nell’ammalarsi.

Ma cosa causa la disbiosi intestinale?

L’alimentazione scorretta, gli additivi, i conservanti, gli antibiotici, gli antinfiammatori, lo stress. Insomma, quante persone oggi possono dirsi immuni alla disbiosi intestinale? Basta dare un’occhiata ai carrelli della spesa in fila alla cassa del supermercato, per renderci in effetti conto di quanto mangiamo male.

Se poi vogliamo essere più pignoli, basta leggere con un pò di attenzione, le varie targhette degli ingredienti.

A volte mi chiedo se quel pacco di biscotti X o merendine Y, siano state fatte da un carrozziere, piuttosto che da un’industria alimentare.

Ora, non possiamo agire personalmente nè tantomeno nell’immediato, all’inquinamento atmosferico, non possiamo tornare indietro nel tempo per evitare di imbottirci di quell’antidolorifico o antibiotico. Però ciò che oggi possiamo fare è cercare di ripristinare la flora batterica con una più equilibrata alimentazione, quando è possibile cercare di acquistare prodotti agricoli di sicura provenienza.

Anche fare moto è indispensabile; camminare almeno una mezz’ora al giorno è sufficiente.

La disbiosi intestinale non è un problema da sottovalutare, anche perchè dall’intestino partono tantissime patologie, anche la fibromialgia che tratto in qusto blog. può avere origine dalla disbiosi, anzi, in caso di fibromialgia la disbiosi è quasi sempre presente.

Alimentarsi quindi in modo corretto, evitando zuccheri e latticini, ripristinare poi la flora batterica con l’ntegrazione di probiotici.

 

DNA_Solutions_Probios

  • Assicura un buon funzionamento intestinale.
  • Utile nei casi di:  Impoverimento della flora batterica intestinale.
  • In presenza di stipsi o di diarrea.
  • Nei casi di disbiosi intestinale provocata da: stress, diete sbagliate, uso di antibiotici e presenza di batteri patogeni e virus.
  • Indebolimento delle difese immunitarie.
  • Cattivo assorbimento dei nutrienti.

 

 

 

 

La vitamina D nella Fibromialgia

La vitamina D nella Fibromialgia

 

Oltre al dolore e alla fatica, gli individui con diagnosi di fibromialgia possono avere disturbi del sonno, rigidità mattutina, scarsa concentrazione e occasionalmente sintomi mentali da lievi a gravi, come ansia o depressione. La condizione può avere un impatto significativo sulla qualità della vita del paziente, con conseguente perdita di occupazione e / o ritiro dalla vita sociale.Non esiste una cura e nessun trattamento affronterà tutti i sintomi, ma alcuni sintomi possono essere alleviati con la terapia fisica, terapia cognitivo-comportamentale, terapia farmacologica temporanea (come amitriptilina, duloxetina, o pregabaline) e terapie multimodali.

Calcifediol (noto anche come calcidiolo, 25-idrossicolecalciferolo, o di 25-idrossivitamina D (OH) D) è un prehormone prodotto nel fegato dall’ enzima colecalciferolo (vitamina D3). Calcifediol viene quindi convertito in calcitriolo (1,25 – (OH) 2D3), che è la forma attiva della vitamina D. La concentrazione di calcifediol nel sangue è considerata il migliore indicatore dello stato della vitamina D.

I ricercatori hanno ipotizzato che la supplementazione di vitamina D potrebbe ridurre il grado di dolore cronico vissuto da pazienti affetti da fibromialgia, con bassi livelli di calcifediol e potrebbe anche migliorare altri sintomi. “Bassi livelli ematici di calcifediol sono particolarmente comuni nei pazienti affetti da fibromialgia con dolore grave. Il ruolo del calcifediol nella percezione del dolore cronico è un argomento ampiamente discusso poichè manca una chiara evidenza del ruolo della supplementazione di vitamina D nei pazienti con fibromialgia “, dice il principale autore dello studio Florian Wepner, MD, del Dipartimento di Ortopedia gestione del dolore, Unità di Spine, Ospedale ortopedico, Speising a Vienna. “Abbiamo quindi deciso di stabilire se aumentare i livelli di Calcifediol in questi pazienti potrebbe alleviare il dolore e causare un generale miglioramento nei disturbi concomitanti”.

In uno studio randomizzato controllato, 30 donne affette da fibromialgia con bassi livelli sierici di Calcifediol ( 32ng/ml), sono state suddivise in un gruppo di trattamento e un gruppo di controllo.L’obiettivo per il gruppo di trattamento era quello di raggiungere i livelli sierici Calcifediol tra 32 e 48ng/ml, durante 20 settimane, con integratori orali di colecalciferolo. Livelli Calcifediol siero sono stati valutati dopo cinque e 13 settimane e la dose è stata rivista sulla base dei risultati. I livelli di Calcifediol sono stati misurati di nuovo, 25 settimane dopo l’inizio della supplementazione, dopo che il trattamento è stato interrotto, e dopo ulteriori 24 settimane senza supplementazione.

Dopo ventiquattro settimane senza supplementazione, una marcata riduzione del livello di dolore percepito si è verificata nel gruppo sottoposto a trattamento buy generic zithromax. Tra la prima e la venticinquesima settimana di supplementazione, il gruppo trattato è migliorato significativamente su una scala di controllo del funzionamento fisico, mentre il gruppo placebo è rimasto invariato. Il gruppo di trattamento ha anche registrato risultati migliori sull’ Impact Questionnaire Fibromalgia (FIQ), per quanto riguarda la ” fatica del mattino”. Tuttavia, non ci sono stati cambiamenti significativi nella depressione o ansia sintomi.

“Crediamo che i dati presentati in questo studio sono promettenti. Nella fibromialgia, i sintomi sono molto vasti e complessi e non possono essere spiegati da una carenza di vitamina D, da sola. Tuttavia, la supplementazione di vitamina D può essere considerata come un trattamento sicuro e un’alternativa estremamente conveniente o aggiunta al trattamento farmacologico e terapie fisiche, comportamentali, e multimodali “, dice Wepner.

“ I livelli di vitamina D devono essere monitorati regolarmente nei pazienti FMS, soprattutto nella stagione invernale”.

Fonte: DOI: 10.1016/j.pain.2013.10.002

Curcuma

La curcuma è una vera superspezia, ma affinché le sue proprietà siano assorbite al meglio dal nostro organismo, è necessario migliorare la sua biodisponibilità. Ecco alcuni suggerimenti per farlo.

1 Pepe nero. La piperina, l’alcaloide presente nel pepe nero, favorisce l’assorbimento della curcumina, il principio attivo della curcuma.

2 Grassi. Una delle principali ragioni della scarsa biodisponibilità di curcumina nel corpo è la sua bassa solubilità in acqua. Potete quindi mescolare la curcuma con oli, come l’olio di cocco, di oliva, di lino prednisone dosage. Anche il latte di cocco va bene.

3 Quercetina. La quercetina è un pigmento vegetale (flavonoidi) che si trova in molte piante e alimenti di colore rosso o blu scuro, come l’uva rossa, le cipolle, il tè verde , le mele e i frutti di bosco. La sua azione inibisce un certo enzima che disattiva la curcumina. Altre verdure che includono la quercetina sono il cavolo crudo, la cicoria, gli spinaci crudi, i peperoni e i broccoli crudi.

La curcuma è una spezia che può essere aggiunta a molti piatti, come anche nella preparazione di frullati o smoothie vegetali.

Ecco quindi alcune ricette di smoothie che sono pensati per aumentare la biodisponibilità della curcumina nel nostro organismo.

Smoothie alle spezie

Abbiamo appena detto che il pepe nero e i grassi presenti nell’olio di cocco possono migliorare l’assorbimento della curcumina. Ecco allora un frullato piccante che aiuta la digestione.

Per realizzarlo vi serviranno:

  • 1 tazza di latte di cocco
  • mezza tazza di ananas tagliata a pezzi
  • 1 banana
  • 1/2 cucchiaino di curcuma, zenzero e cannella
  • Un pizzico di pepe nero macinato fresco
  • Un po’ di stevia, miele o sciroppo d’acero per addolcire.

Mettere tutto nel frullatore e bevete subito appena pronto.

Smoothie antinfiammatorio

L’infiammazione cronica è legata a molte malattie e ne peggiora i sintomi. Gli ingredienti presenti in questo frullato hanno delle eccezionali proprietà antinfiammatorie, come ad esempio le bacche o il tè verde che contengono quercetina e migliorano l’assorbimento della curcumina. Vediamo cosa serve per realizzare questo smoothie antinfiammatorio:

  • 1 tazza di tè verde
  • 1 tazza di bacche a scelta (come mirtilli o lamponi)
  • 1 cucchiaio di olio di cocco
  • 1/2 cucchiaino di curcuma e zenzero
  • 1 cucchiaino di semi semi di chia
  • Stevia per addolcire

Smoothie Verde con curcuma

Questa ricetta unisce le proprietà della clorofilla presente nelle verdure a foglia verde, a quelle della curcuma. La clorofilla, lo abbiamo visto, è antinfiammatoria, alcalinizzante e potenzia il sistema immunitario. Vediamo cosa ci serve per realizzare questo smoothie:

  • 1 tazza di acqua o latte di cocco
  • 1 buona quantità di verdure a foglia verde (come cavoli, spinaci, lattuga)
  • 1/4 di avocado tagliato a pezzi
  • frutta verde come pere o kiwi
  • ½ cucchiaino di curcuma
  • 1 cucchiaio olio di cocco
  • stevia per addolcire o sciroppo d’acero.

Oltre a questi smoothie, è utile bere al mattino dell’acqua calda con limone e curcuma. Abbiamo detto che la curcuma ha una bassa solubilità nell’acqua. Il calore aumenta la solubilità, per questo si utilizza l’acqua calda. Gli agrumi come il limone, inoltre, forniscono quercitina che migliora l’assorbimento dei benefici della nostra spezia.