Curarsi con L’argilla

L’argilla è uno dei miei rimedi naturali preferiti.

Già trattato nella “Dottrina termica” del dott. Manuel Lezaeta Acharan, che ne consiglia l’uso soprattutto di notte, sotto forma di cataplasma da spalmare sul ventre.

Ma vediamo come e quando usare l’argilla.

L’argilla con il suo potere mineralizzante, cicatrizzante e chelante, fornisce un ottimo ausilio a tutti coloro che si debbono disintossicare dalle sostanze tossiche, aiutando la disinfiammazione e la disintossicazione dell’apparato digerente ed il corpo intero.

Azione dell´Argilla:

  1. Alcalinizzante e disinfettante sui tessuti (epidermide e epiteli di rivestimento)
  2. Antidolorifica e antinfiammatoria
  3. Rimineralizzante, riequilibrante e antiendemigena. Combatte cioè la ritenzione idrica con un meccanismo osmotico, assorbendo i liquidi e i prodotti di scarto del metabolismo. I sali minerali in essa contenuti attirano infatti l´acqua e altri soluti per osmosi, così come il sale integrale si umidifica assorbendo l´acqua presente nell´ambiente.
    In questo modo L´argilla funziona da catalizzatore dei processi biologici.
  4. L´argilla riequilibra inoltre la termoregolazione grazie alla sua capacità termoassorbente
  5. L´argilla infine rigenera l´attività organica e risveglia il potenziale energetico, grazie alla sua capacità di cedere debolissime dosi di energia elettromagnetica

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Come antidolorifico e antinfiammatorio locale puoi preparare un cataplasma di Argilla:

Impasta l’argilla con acqua fredda di frigo, creando una pasta morbida, omogenea, liscia e fluida.
Poi applicalo per minimo 2 ore almeno sulla parte dolente (la cute deve essere integra).
Copri poi con una garza e sopra una pezza di cotone.

L’argilla è un elemento VIVO, essa agisce assorbendo e neutralizzando solo le eccedenze di batteri, mentre non ostacola la sana ricostruzione cellulare.
A detta degli esperti di medicina naturale, l’argilla è una vera e propria panacea; ve ne sono diversi tipi.

Quella ventilata e’ una polvere impalpabile, essiccata al sole, contenente alte percentuali di minerali quali silice, ferro, calcio, magnesio, potassio ed oligoelementi. Ha una buona Capacità di scambio cationico, quindi è molto attiva.
È un potentissimo agente di rigenerazione fisica e, vista la sua ricca composizione, ha un’ azione rimineralizzante, riequilibrante e antitossica. La sua ricchezza di Silice la rende indicata in numerose affezioni, in particolare l’arteriosclerosi, la tubercolosi, l’invecchiamento, gli stati degenerativi multipli, le anemie e le astenie.
Ha proprietà antinfiammatorie, decongestionanti, antiacide, assorbente sia di scorie chimiche che di tossine. Stimola le funzioni di fegato, bile e reni.
Essa ha un benefico effetto sull’intestino, nei casi di dissenteria o putrefazione intestinale, disequilibri che sono alla base di ogni malattia.
Molto utile nei casi di acidità di stomaco, forti coliti, dolori stomacali. In molti casi è utile berla dopo il pasto. Occorre tenere presente che l’uso dell’argilla per più giorni consecutivi può dare stitichezza;

Come si prepara per uso interno?

Prima di andare a dormire, versa mezzo cucchiaino di argilla in un bicchiere di acqua, basta mescolare e coprire.

A digiuno bevi solo l’acqua e non il fondo con l’argilla depositata.

Tutto questo per circa un mese; dopo un intervallo di 10 giorni si può ripetere nuovamente, per un’altro mese. Questo trattamento salutare si può effettuare due, tre volte l’anno.

 

È anche un potente antiparassitario.
Nell’intestino, l’argilla assorbe i gas e le tossine nocive. Ostacola le colture microbiche, le uccide, aumenta l’attività del fermento diastasico esistente nelle cellule e i prodotti di secrezione dell’organismo. Assorbe i prodotti dell’infiammazione e stimola l’eliminazione dei prodotti di rifiuto. Attenzione, però.
Una volta iniziata la cura d’argilla non deve, salvo eccezioni, essere interrotta prima del risultato desiderato, perche’ essa scatena un insieme di processi successivi (purificazione, eliminazione, rivitalizzazione) e fermarli nel loro svolgersi potrebbe essere dannoso, ma ricordate che tende a rendere stitici, per cui occorre mangiare nel modo adatto.

Stress e cortisolo

Nel passato gli eventi stressanti erano piuttosto rari, al contrario oggi, siamo bombardati quotidianamente da problemi, guai, complicazioni, difficoltà varie come le incomprensioni familiari e sentimentali, gli stress emotivi derivanti da malattie (sia personali che di persone a noi care). E’ facile costatare che lo stress odierno non è di tipo saltuario (momento attacca o scappa), bensì insito nel nostro modo di essere e di vivere.
Un malessere continuativo che dal punto di vista ormonale causa una sollecitazione costante dell’Acth e la susseguente produzione di cortisolo (ormone dello stress). Tale ormone non segue più i cicli circadiani di paleolitica memoria e quindi dei momenti ben stabiliti (immaginiamoli come degli argini di un torrente), raggiungendo al contrario picchi incontrollabili (esonda come un fiume in piena).
L’aumento del cortisolo (ormone dello stress) comporta l’innalzamento del glucosio nel sangue e la conseguente utilizzazione da parte delle nostre cellule di questo substrato energetico, quand’esse dovrebbero usare i trigliceridi (grassi). Chi detiene alti livelli di cortisolo nel sangue, nonostante elimini i carboidrati dalla dieta, non riesce a dimagrire o peggio rischia di ammalarsi di diabete (il glucosio è endogeno e non esogeno).

Cause alimentari e cortisolo

L’insulina (dopo l’assunzione di carboidrati) promuove la secrezione di cortisolo per contrastare il calo glicemico nel sangue. Ciò significa che esiste una stretta correlazione tra l’alimentazione e la produzione di cortisolo (ormone dello stress) e tutte le complicazioni che ne derivano.
Quindi i carboidrati insulinici come lo zucchero, le farine (pasta, pane, pizza), le verdure amidacee (patate e fagioli) ed il riso, sono controindicati, perché aumentano esponenzialmente la secrezione di cortisolo. Simili alimenti inoltre hanno un effetto infiammatorio per l’intestino, altra causa scatenante che attiva nel corpo una maggiore produzione di cortisolo (al fine di contenere l’infiammazione cronica).
Esistono altri alimenti infiammatori che dovrebbero essere ridotti. Parliamo degli omega 6 (oli prodotti da mais, da riso, etc.) capaci di aumentare la produzione di molecole infiammatorie, a loro volta stimolanti nella produzione di altro cortisolo (ormone dello stress).
Alimenti non insulinici come quelli contenenti proteine (carne, pesce, derivati del latte) o quei vegetali ricchi di carboidrati non insulinici (con fruttosio), al contrario non hanno alcun effetto nell’incrementare il cortisolo.

LE PATOLOGIE DELL’IPERCORTISOLEMIA

Il cortisolo (ormone dello stress) interagisce anche con altre funzioni del nostro corpo creandoci non pochi problemi. Il sistema più influenzato dal cortisolo è quello immunitario e rappresenta il danno collaterale più importante che subiamo dall’azione di tale ormone. Ricorderete che il cortisolo (ormone dello stress) è molto utile per contenere le risposte infiammatorie croniche, ma il suo eccesso nel sangue, al contrario, abbatte le nostre difese immunitarie (fino al 70%), favorendo l’azione di batteri e virus patogeni. Nel dettaglio il cortisolo elimina i linfociti Th1 promuovendo in tal modo la proliferazione dei linfociti Th2 (sbilanciamento) predisponendo così il nostro corpo ad una iperattività contro i batteri ed agenti estranei (esempio pollini, acari, etc.) e predisponendoci ad effetti allergici e di intolleranza alimentare.
Per fare un esempio, quante volte è capitato che a seguito di uno stress (per troppo lavoro o per un esame scolastico o per un fatto negativo che ci ha colpito) vediamo comparire l’herpes sulle nostre labbra?
Ciò accade perché il cortisolo (ormone dello stress) ha abbassato le nostre difese immunitarie ed il virus dell’herpes (sempre latente nel nostro sangue) riprende il sopravvento. I linfociti Th1 sono anche preposti all’uccisione di cellule tumorali e la loro eliminazione aumenta il rischio di insorgenza di tumori.
A tutti noi è capitato di osservare delle persone in ottima salute, le quali però dopo aver subito un evento straordinario negativo (o per la morte di un congiunto o perché hanno perso il lavoro o sono andate in carcere), hanno visto peggiorare il loro stato di salute (soccombendo ad esempio ad un tumore).
I problemi non finiscono qui. Vediamoli insieme:

Il cortisolo (ormone dello stress) non si preoccupa solo di smontare le nostre proteine endogene (aumentando il glucosio nel sangue), ma stimola degli ormoni specifici (inducendo la fame glicemica) che ci spingono a mangiare cose zuccherate e grasse (quante volte a seguito di una giornata stressante ci viene voglia di affogarci nella nutella, in un dolce o nel gelato?). Ciò causerà altra produzione d’insulina ed un altro picco di cortisolo.
Questo ormone ha un effetto d’interferenza nella produzione di serotonina (neurotrasmettitore) e per tale motivo è causa di depressione e sbalzi d’umore (tipico nelle persone sovrappeso e nelle persone anziane).
Il cortisolo (ormone dello stress) è uno dei principali motivi dell’invecchiamento. Difatti nello sbilanciamento tra anabolismo e catabolismo (tale ormone per i motivi sopraesposti aumenta significativamente l’effetto catabolico) divoriamo letteralmente la nostra matrice extracellulare (muscoli, pelle, ossa, cartilagine e tessuto organico), auto infliggendoci una vecchiaia accelerata e peggiorando la consistenza dei nostri tessuti.
L’assenza del picco di cortisolo la mattina (dovuta alla mancata funzione dell’Acth, sopra spiegata) comporta un effetto di stanchezza cronica durante il giorno e problemi d’insonnia durante la notte (perché la melatonina non si è attivata).
In uno studio pubblicato nel 2001 sulla rivista americana Bone è stato riscontrato che il cortisolo(ormone dello stress) è uno dei motivi che causano l’osteoporosi, in quanto diminuisce lo sviluppo di nuove cellule osteoblasti (quelle specifiche dello scheletro) e riduce nel contempo anche l’attività anabolica di quelle già attive (calo dell’azione di costruzione della matrice ossea).
Il cortisolo agisce anche nei confronti del sistema digerente. Aumenta la produzione dei succhi gastrici e diminuisce quella degli enzimi come la bile (diretta antagonista del cortisolo, perché anch’essa è composta di colesterolo), diminuendo l’assimilazione dei nutrienti da parte dei villi intestinali. Ciò provoca la mala digestione degli alimenti (con l’aumento della permeabilità intestinale), il cattivo assorbimento alimentare (carenza di minerali e di vitamine) ed un accrescimento della produzione di ammine biogene. Infatti se le proteine non sono scomposte correttamene dai succhi pancreatici, aumenterà il rischio che vengano attaccate dalla flora batterica cattiva e le facciano diventare putrescenti, inducendo la produzione di ammine (istamina, spermidina, putrescina, etc.). Vi sarà sicuramente capitato di avere problemi all’intestino a seguito dello stress causato dalla partecipazione ad un esame o per un appuntamento importante (sensazione di chiusura dello stomaco e diarrea).
Il cortisolo (ormone dello stress) causa un aumento della glicemia (come se mangiassimo spesso alimenti a base di carboidrati semplici e complessi) e quindi è alla base di malattie come il diabete e l’iperglicemia (oltre a tutta una serie di malattie correlate). Inoltre la produzione di scorie acide, causa l’acidificazione della matrice extracellulare e quindi l’inattivazione all’enzima Hnmt (Istamino-N-Metiltransferasi), essenziale per inattivare l’istamina (dando luogo ad episodi allergici).
Il cortisolo (ormone dello stress) ha la capacità di aumentare la ritenzione idrica (effetto insulina ed istamina).
Il suo eccesso di causa un aumento costante della pressione alta.
In ultimo il cortisolo è il motivo principale del fenomeno del canutismo (capelli bianchi), che approfondiremo più avanti.
Insomma l’evoluzione aveva creato il cortisolo come soluzione di molti problemi del corpo, ma modificando lo stile di vita e l’alimentazione, lo abbiamo in pratica trasformato in uno dei nostri peggiori nemici.

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L’ipercortisolemia e il consumo di amidi e zuccheri

Il cortisolo (ormone dello stress) è un nostro grande alleato, ma il consumo dei carboidrati insulinici lo hanno trasformato in nemico da contrastare. I carboidrati sono dei promotori incessanti della produzione di cortisolo, svolgendo in tal senso un’azione diretta e indiretta.
L’azione diretta si riferisce al compito del cortisolo di ripristinare la quantità minima di glucosio nel sangue (0,8 g/lt). Difatti come abbiamo già detto, l’intervento dell’insulina (a seguito di un pasto a base di carboidrati) causa inevitabilmente un calo glicemico (successivo al picco). Quindi ogni qual volta attiviamo l’insulina promuoviamo successivamente l’intervento del cortisolo (ormone dello stress).
L’azione indiretta si riferisce al compito del cortisolo di contrastare tutte quelle patologie promosse dall’assunzione dei carboidrati:
l’infiammazione cronica, l’infiammazione intestinale (Sibo), le malattie autoimmuni (ad esempio l’artrite reumatoide), l’infiammazione causata dal tessuto grasso (morte degli adipociti). Inoltre, un’alimentazione ricca di zuccheri (che porta con se’ i problemi delle glicotossine, della permeabilità intestinale, dei radicali liberi, della candida, etc.) conduce nel tempo all’infiammazione silente e cronica, un’altra causa della produzione eccessiva di cortisolo.
Questo ormone non è in grado di fermare l’infiammazione cronica ma solo tenerla a bada. Ciò significa che le infiammazioni nel tempo, tenderanno ad aumentare (perchè non vengono mai eliminate) causando un incremento costante di cortisolo (ormone dello stress).

Nel prossimo articolo vedremo come arginare i danni causati dal cortisolo, nel frattempo, contenere lo stress, è la miglior cosa che si può fare.

L’Omocisteina la Vera Causa di problemi Cardiovascolari

Quanti di voi hanno sentito parlare qualche volta di Omocisteina? scommetto pochi, e invece di Colesterolo? Tutti!

Ma perchè? Perchè dare cosi tanta importanza al colesterolo, che il fondo, da solo, non va quasi da nessuna parte? Perchè invece non spostare l’attenzione sulla più fatale omocisteina?

Non lo so,

non so perchè ogni medico si ostina a prescriverci analisi per il colesterolo, medicine per il colesterolo, e mai e poi mai ci prescrive un’analisi dell’omocisteina.

Eppure Omocisteina in eccesso è la causa di tante malattie, innanzi tutto cardiovascolari, quindi, basterebbe ogni tanto analizzare il suo valore, per scongiurare tante patologie, e spesso, anche la morte.

Omocisteina

Ora, l’innalzamento del valore dell’omocisteina è dato di certo dall’alimentazione errata in primis, poi, i soggetti affetti da malattie autoimmuni, presentano di solito livelli di omocisteina elevati. Anche l’assunzione di determinati farmaci ne determinano l’aumento del valore.

Ora, visto che il blog tratta la fibromialgia, che è una patologia autoimmune, diciamo che l’elevato valore di omocisteina di solito ci riguarda.

Ovviamente se l’omocisteina si somma anche alla presenza di colesterolo, il rischio cardiovascolare aumenta in maniera esponenziale.

Nello schema sopra riportato si può vedere l’elenco delle malattie associate ad un alto valore di omocisteina.

Diventa quindi importantissimo, non solo la giusta alimentazione, ma in questo caso, l’integrazione con vitamine del gruppo B, che abbassano il valore dell’omocisteina.

[Vitamina B]

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Curare il Raffreddore con rimedi naturali

Quante volte avrai beccato il raffreddore questo inverno? Tante? Ti capisco, e il nostro sistema immunitario non ci aiuta di certo.

Comunque, che fare in questi casi?

Potremmo prendere un’aspirina c, una vivinc, o qualche altra medicina pronto uso, per farci passare il raffreddore. Ma di solito io evito, almeno finchè posso. Scelgo quindi una cura alternativa.

Prima di andare a letto tengo i piedi in una bacinella di acqua molto calda, per una decina di minuti, poi mi faccio il “latte cipollino”.

Cos’è? lo chiamo cosi in modo da renderlo almeno simpatico :-), perchè se ti dico che è proprio latte con cipolla, magari fai una smorfia di disgusto e ricorri all’aspirina!

Ti spiego come farlo: una tazza di latte di riso (o cocco, o mandorla senza zucchero), messo in un pentolino insieme a mezza cipolla. Fai bolllire e lasci in infusione ancora 5 minuti. Togli poi la cipolla e aggiungi un cucchiaino di miele. Bevilo adagio ma ben caldo.

Poi, tanto per proseguire con l’azione disinfettante della cipolla, ne metto una metà in un piattino che sistemo sul comodino.

Ovviamente la tua stanza da letto sarà da arieggiare la mattina, perchè l’odore di cipolla è veramente forte, ma visto che il rimedio funziona, chiudiamo un occhio:-) !

 

Ribes Nigrum: un’alternativa al cortisone

Il ribes nigrum, è una delle piante più benefiche e utili alla salute presenti in natura.

In particolare, è considerato molto efficace nel trattamento delle allergie, di dolori articolari, reumatici, della fragilità capillare. Inoltre, stimola la corteccia surrenale e alza le difese immunitarie.

Ricca di proprietà,è conosciuta soprattutto come antistaminico naturale.

Per anni, questa pianta è stata coltivata solo con scopo alimentare. Da diverso tempo, però, la comunità scientifica ha spostato l’attenzione sui suoi usi terapeutici.

Come dicevamo, la principale proprietà del ribes nigrum è la sua capacità di bloccare l’azione dell’istamina. Le sostanze contenute nei suoi frutti riescono in questo modo a controllare lo scatenarsi di manifestazioni allergiche, potenziando inoltre il sistema immunitario.

Può essere un’ottima alternativa naturale al cortisone, se assunto sotto forma di tintura madre. Le proprietà contenute nelle gemme di Ribes Nigrum, infatti, agiscono sulla corteccia surrenale, inibendo i processi infiammatori e normalizzando i disordini immunitari scatenati dalle reazioni allergiche.

Consumare il frutto consente di avere sempre a disposizione del nostro organismo una minima quantità di antinfiammatorio naturale, come prevenzione. La tintura madre, invece, è utilizzata nelle situazioni che richiedono un intervento immediato click this link here now.

Può essere adoperato come antistaminico naturale contro le allergie stagionali. Una soluzione che aiuta anche a rinforzare il nostro organismo.

Ma se pensate che le sue proprietà si esauriscano qui, vi sbagliate di grosso!

Il ribes nigrum, infatti, viene adoperato anche come rimedio naturale per trattare tantissime altre condizioni, come ad esempio i problemi circolatori. Il suo uso, infatti, aiuta a migliorare le problematiche legate ai capillari fragili e alle vene varicose. I frutti contengono un livello alto di vitamina C, flavonoidi e antociani, ottimi vasoprotettori.

È un ottimo alleato nella depurazione del corpo. Le sue foglie, infatti, contengono triterpeni e polifenoli, che contribuiscono a favorire la diuresi e l’eliminazione delle tossine e del colesterolo cattivo presenti nel sangue.

Può essere adoperato anche come integratore: i frutti del ribes nero, infatti, oltre a essere un’ottima fonte di vitamina C, contengono anche vitamina A, ferro e altri minerali, come rame, manganese, magnesio e potassio.

In linea generale, può essere adoperato contro i malanni stagionali, compresi raffreddori, mal di gola e stati influenzali, per i quali vengono adoperati gli estratti ricavati dalle gemme.

Contro allergie e dermatiti.

Per la depurazione e pulizia del sangue e contro i dolori ossei e articolari.

Controindicazioni

Come per ogni corsa, però, anche il ribes nigrum ha le sue controindicazioni, rivolte soprattutto a chi è soggetto a ipertensione arteriosa, alle donne incinte e durante la gravidanza e ai bambini di età inferiore ai 3 anni. Attenzione anche alle possibili interazioni con anticoagulanti e psicofarmaci.

Lo potete trovare tranquillamente in erboristeria, sotto diverse forme: macerato, tintura madre, estratto. La tipologia e la modalità di somministrazione dipendono molto dalla ragione che vi ha spinto a ricorrere al ribes nigrum: contro i reumatismi, ad esempio, spesso si consiglia l’assunzione della tintura madre, contro le allergie del macerato. Rivolgetevi quindi sempre a uno specialista di fiducia che vi orienterà alla soluzione più adatta alle vostre esigenze.

(fonte: ambientebio.it)