CMO, UNA POSSIBILE SOLUZIONE ALLE PATOLOGIE AUTOIMMUNI?

Il CMO è una sostanza naturale, derivata da un tessuto adiposo del manzo, messa sotto forma di capsule.

È nata come cura definitiva per l’artrite e l’artrite reumatoide, ma col tempo si sono notati importanti risultati anche su altre decine di patologie.

Funziona su tutte le patologie che necessitano di un immunoregolatore naturale. Agisce infatti come risposta al sistema immunitario e ha delle possibilità tali da rivoluzionare il trattamento futuro delle malattie autoimmuni.

In poco tempo il CMO fa ritornare il corpo del malato di malattie autoimmuni ad uno stato di salute, normalizzando il sistema immunitario e fermando gli attacchi distruttivi contro se stessi.

La velocità con la quale il CMO agisce dipende da persona a persona e da malattia a malattia ed a volte i miglioramenti sono quasi immediati ed improvvisi, mentre altre volte avvengono gradualmente.

A volte, raramente, all’apparenza, con l’uso del CMO può accadere di non recepire miglioramenti, ma accade unicamente perché il corpo talvolta è lento a guarire.

Le percentuali di successo che vengono date per l’artrite e artrite reumatoide per il CMO sono dell’85% con un miglioramento che varia tra il 70 e il 100%.

Gli effetti del CMO inoltre pare che non abbiano una scadenza conosciuta. Non ha effetti collaterali rilevati nel breve periodo, né tanto meno in periodi medi o lunghi.

Secondo le nostre ed altrui esperienze possiamo consigliare il CMO come aiuto di alcuni problemi di salute quali:

sclerosi multipla o a placche, cefalea, ipertensione, tendinite, nevrite, miastenia, epicondilite, borsite, periartrite scapolo-omerale, dolori intercostali, dolori articolari in genere e reumatismi, colpo della strega, lombalgia, sciatalgia, cervicalgia, torcicollo, artrite reumatoide, artrite psoriasica, artrite, artrosi, dissenteria, colite spastica, colite, psoriasi, diabete, prediabete, allergia respiratoria, adenoma della prostata, prostatite.

[Tratto da: lanaturopatia.it]

COS’E’ IL CMO?

Da alcune decadi è stata scoperta una molecola capace non solo di trattare le infiammazioni articolari, ma perfino di proteggere le articolazioni da ulteriori degenerazioni.

Questa molecola si chiama CMO, considerato un naturale e sicuro composto nutrizionale che ha dimostrato la sua efficacia nel trattare persone che soffrono dall’osteoartrite all’artrite reumatoide e d’infiammazioni articolari associate con psoriasi e non solo.

Il CMO è una molecola naturale ottenuta dalla lavorazione di alcuni tipi di grasso animale.

Il cetilmiristoleato nel tempo ha dimostrato di avere spiccate caratteristiche come immunomodulatore, riuscendo a dare sollievo a molte persone affette da patologie autoimmuni (artriti, fibromialgia, morbo di Crohn, emicrania, sclerodermia, ecc.) senza provocare alcun effetto collaterale evidente.

 STORIA del CMO

Il CMO è un estere di un acido grasso conosciuto come Cerasomal-cis-9-cetyl myristoleate, la sua formula chimica è: CH3 (CH2) 150OCO (CH2) 7CHCH (CH2) 3CH3.

Questo composto consiste di legami chimici sia singoli che doppi, e include molecole a catene corte e medie.

La polvere di Cetilmiristoleato Complesso (CMC) è costituita per il 50% da acidi grassi cetilati (CFA, comprendenti il 20% di cetilmiristoleato), il 48% di amido di mais e il 2% di diossido di silicone.

Il CMC è prodotto con un processo industriale in cui una miscela di acidi grassi estratti dal sego di bovino viene esterificata con alcol cetilico ottenuto dall’olio di palma.

La sua scoperta è avvenuta agli inizi degli anni ’60 da esperimenti svolti sui topi, condotti dal Dott. Harry W. Diehl, suo scopritore, che dopo aver ricevuto una dose di CMO rimanevano immuni all’artrite, nonostante essa fosse indotta artificialmente con iniezioni di Mycobacterium butyricum, conosciuto come Freund’s adjuvant.

L’isolamento della molecola, nominata Cetyl Myristoleate, è stata acclamata come la scoperta nutrizionale più significativa del ventesimo secolo per le sue potenzialità nei confronti dell’osteoartrite e delle malattie autoimmuni.

Il CMO è l’unico e vero immunomodulatore adattogeno. Solo il CMO ha proprietà correttive e ristorative di tipo immunomodulatorie per le malattie autoimmuni.

Quelli che quotidianamente vengono definiti “immunomodulatori” in realtà funzionano, principalmente, o come immunosopressori o come immunostimolanti.

Essi sono capaci di un’unica azione principale: quella di sopprimere o stimolare le funzioni immunitarie.
Il CMO, invece, corregge permanentemente i programmi autoimmuni intrinseci nella memoria delle stesse cellule-T, piuttosto che stimolare o sopprimere solo temporaneamente le attività del sistema immunitario.

Ecco perché la terapia con il CMO normalmente dura nel tempo, senza alcun bisogno di ripeterla o di usare qualsiasi medicamento di altro tipo.
Il CMO non è un immunosoppressore, né un immunostimolante. Nemmeno è un prodotto farmaceutico. E’ una sostanza di derivazione naturale, estratto dal grasso bovino (certificato esente dalla BSE), che ha ricevuto una certificazione del più alto livello di sicurezza ottenibile da test di laboratori indipendenti.

Alcuni ricercatori hanno teorizzato che, in caso di artrite per esempio, il CMO semplicemente agisce sui recettori del dolore delle zone artritiche. Se fosse così gli effetti del CMO non sarebbero permanenti.
Inoltre, tale teoria non potrebbe spiegare come il CMO:
– abbassi i livelli di sedimentazione del sangue nei pazienti affetti da Lupus;
– riduca l’infiammazione dei polmoni nell’Enfisema;
– abbassi le dosi di insulina nei diabetici;
– faccia regredire l’Infiammazione Prostatica;
– possa alleviare alcuni sintomi della Sclerosi Multipla;
– possa essere di beneficio nei casi di Morbo di Crohn;
– possa ridurre i sintomi della Fibromialgia;
– possa migliorare il danno polmonare nei pazienti affetti da Sarcoidosi;
– possa abbassare la pressione arteriosa negli ipertesi e aumentare la pressione arteriosa negli ipotesi;
– possa essere di beneficio in qualsiasi disturbo con componente autoimmune.

Ovviamente, il CMO è un rimedio immunomodulatore generale, che agisce sulla memoria delle cellule-T; esse, a sua volta, controllano i processi autoimmuni nel nostro organismo.
E’ anche importante capire che il CMO agisce esclusivamente sulla memoria di un determinato tipo di cellule-T, e non inibisce assolutamente le attività di nessuno dei molti altri tipi di cellule-T che sono responsabili nel combattere le infezioni da microorganismi o da sostanze estranee.

Contrariamente agli immunosoppressori comunemente usati per provare a controllare temporaneamente i sintomi delle malattie autoimmuni, il CMO non lascia l’organismo vulnerabile agli attacchi di altri agenti causanti malattie. E nemmeno inibisce la resistenza del corpo alla formazione tumorale, come fanno invece alcuni nuovi farmaci per l’artrite, che inibiscono il TNF (fattore di necrosi tumorale).

(Questa relazione è stata liberamente tratta da un articolo del Dott. Len Sands, Direttore del San Diego International Immunological Center; la ricerca e la riscoperta fu casualmente trovata su di un vecchio articolo sul cetilmiristoleato pubblicato sul Journal of Pharmaceutical Science e si rese conto delle sue potenzialità. E’ dal 1996 che questa sostanza è stata immessa ufficialmente in commercio, inizialmente negli USA)

Il CMO agisce su almeno quattro livelli. Innanzitutto ha delle capacità di lubrificazione articolare. In secondo luogo ha un effetto antinfiammatorio che può essere comprovato dopo la quarta settimana di assunzione. Terzo, il CMO funziona come un veroimmunomodulatore. Quarto, ha delle proprietà analgesiche, utile ad es. nei casi di fibromialgia e di mal di testa.

MECCANISMO d’AZIONE del CMO

Il CMO, quando viene assunto per via orale, viene assorbito attraverso il tratto intestinale e migra, grazie al flusso sanguigno, ai recettori articolari dove s’attacca.

Sebbene non si conosca esattamente il meccanismo fisiologico che avviene nella terapia con il CMO, è però evidente il suo effetto nell’alterare la risposta del sistema immunitario che innesca l’infiammazione, causandone i classici sintomi: rubor, calor, dolor, tumor e functio lesa.

Diverse teorie sul meccanismo di azione del CMO sono state sviluppate, ma ancora oggi non ci sono ricerche in riguardo.

Essendo un estere di un acido grasso, uno dei meccanismi presentati è che il CMO, in un qualche modo, manipola la produzione delle prostaglandine (di tipo 1 e/o 3) e leucotrieni buoni rispetto le prostaglandine della seconda serie ed i leucotrieni pro-infiammatori.

Le prostaglandine e i leucotrieni sono acidi grassi insaturi che regolano molti dei processi metabolici locali, inclusa l’infiammazione, il dolore, l’aggregazione piastrinica, il bilancio dei liquidi e la trasmissione nervosa. Questi effetti possono essere raggiunti dall’inibizione della cascata dell’acido arachidonico e dei processi della ciclossigenasi e lipossigenasi.

Un altro meccanismo che è stato considerato è che questi esteri dell’acido grasso del CMO sono, in un qualche modo, incorporati nelle membrane cellulari fosfolipidiche e alterano la permeabilità della membrana e dei siti recettori.

Questo potrebbe spiegare la possibile teoria di alterare le funzioni del linfociti T durante la risposta iper-immunitaria, legata alle malattie autoimmuni.

Nonostante i meccanismi siano ancora sconosciuti, non possiamo altro che osservare clinicamente gli effetti del CMO.

ATTENZIONI DIETETICHE DURANTE l’ASSUNZIONE del CMO

Durante l’assunzione del CMO è bene seguire alcune attenzioni dietetiche che, in generale, non stressino il fegato e/o il sistema immunitario per ottenere al meglio i benefici che tale molecola ci può dare.

Alimenti e bevande da evitare durante l’assunzione del CMO e per due settimane dopo aver finito la cura:
– alcolici;
– prodotti contenenti caffeina (caffè, cioccolata, tè, bevande stimolanti);
– qualsiasi alimento di vostra conoscenza, per passate esperienze, che può irritare il vostro organismo (intolleranze alimentari);
– i lassativi, che impediscono l’assorbimento del CMO;
– zuccheri e dolcificanti, che se presi in quantità agiscono come immunosoppressori;
– tabacco.

NOTE di SICUREZZA

E’ importante ricordare che è bene non auto-prescriversi il CMO, pur essendo un integratore naturale, è meglio consigliarsi con il proprio medico curante o con chi è competente in materia. Inoltre, è bene non interrompere arbitrariamente nessuna cura che si sta seguendo senza la supervisione del proprio medico, nemmeno cambiare la dose di qualsiasi farmaco prescritto.

Ovviamente, qualsiasi medicinale che agisca sul sistema immunitario impedirà il CMO di portare a compimento il suo lavoro.

E’ auspicabile inoltre aiutare il fegato a disintossicarsi assumendo, ad es., la pianta officinale Cardo Mariano, 3-4 settimane prima di iniziare la cura con il CMO. Questo potrà aumentare i benefici del CMO.

Di solito, l’efficacia del CMO nella popolazione è del 90%. Ancora non si sa bene perché il 10% delle persone che assumono il CMO non presentano gli effetti aspettati.

Ma ci sono delle situazioni, oltre alle già note unicità biologiche normali, che possono ostacolare l’efficacia del CMO. Alcuni esempi:

– Non seguire le restrizioni dietetiche può influire nell’efficacia del prodotto
– Cattivo funzionamento del fegato può diminuire l’assimilazione del prodotto, dovuto, p.es., a recenti infezioni (Epatiti, Virus Epstein-Barr, Mycoplasma, Clamidia etc.) oppure intossicazioni croniche da sostanze alcoliche e/o da farmaci anti-dolorifici e anti-infiammatori FANS e steroidei (Paracetamolo, analgesici etc.)
– Piccole infezioni sistemiche o localizzate sottostanti causate da agenti virali (come p.es. Herpes Simplex, HHV-6 etc.) o batterici (Staphilococcus, Streptococcus etc.)
– Problemi al sistema digestivo possono anche inficiare l’assimilazione del CMO, come p.es. bassi livelli enzimatici specifici per la digestione dei grassi e delle proteine tipo amilasi, lipasi e proteasi.
– Continua esposizione ad ambienti malsani dovuti ad inquinamenti ambientali (p.es. insetticidi, polline, polvere, prodotti chimici in generale etc.)
– Un ipotiroidismo in cura o non diagnosticato.
– Il CMO non inibisce l’effetto di alcun medicinale, al contrario, però, qualsiasi medicinale che agisca sul sistema immunitario bloccherà il lavoro del CMO.

Il CMO, per il momento, è riconosciuto ufficialmente dalla FDA (USA) e dalla MHRA (UK) per essere commercializzato come un valido integratore per i problemi articolari.

Attenzione
E’ da non confondere il CMO originale con altre molecole, di origine vegetale o sintetica, che sono disponibili sul mercato, e che non presentano assolutamente gli stessi risultati clinici di quello di origine di grasso bovino.

L’unica molecola efficace è il CETILMIRISTOLEATO, il Cerasomal-cis-9-cetyl myristoleate, che viene estratto grazie ad una particolare tecnologia, unica al mondo, prodotto esclusivamente negli Stati Uniti.
P.es., esistono dei prodotti contenenti Cetilmiristato – non l’originale CETILMIRISTOLEATO – sicuramente più a buon prezzo, ma completamente inefficaci come immunomodulatori e protettori articolari.
[Tratto da: osteopatia.it]

Commento NdR: come tutti i a base prodotti naturale anche questo e’ solamente utile, ma NON sostitutivo delle varie terapie adatte per disintossicare e disinfiammare l’organismo, dato che le malattie nascono dagli errori comportamentali e proprio con questi due cofattori (Spirito e fisico).

Ricordatevi sempre che le infiammazioni si prevengono a tavola

E per questo vi rimando al Sistema Autoimmunity, dove oltre alla giusta alimentazione, trovate anche altre terapie ed integratori utili.

sito del CMO [https://www.cmorelief.com/cmo.html]

altre info [http://www.naturmedica.com]

INFEZIONI INTESTINALI

E MALATTIE DEL SISTEMA IMMUNITARIO

(Dal libro “la medicina di Santa Ildegarda”)
I funghi del lievito e della muffa producono enzimi dannosi per i tessuti (proteinasi, lecitinasi) che rendono le pareti intestinali permeabili, cosicchè l’allergene entra in quantità massiccia nel sistema sanguigno e in quello linfatico.
In tal modo viene danneggiato il sistema immunitario e si provocano reazioni allergiche, autoimmunoreazioni e autoaggressioni.
Attraverso le pareti intestinali danneggiate passano anche grosse quantità di sostanze nutritive /allergene nutritivo), che possono produrre allergie al cibo.
Fra le malattie allergiche abbiamo neurodermiti, raffreddore da fieno, asma e allergie alimentari.
Le micosi tossiche (micotossine) sono anche cancerogene, in quanto producono cellule cancerose che indeboliscono il sistema immunitario e bloccano la produzione di elementi di difesa.
A queste malattie appartengono cancro, sclerosi multipla, Aids.

Le cause delle infezioni micotiche

In una persona sana i funghi del lievito non hanno nessuna possibilità di agire, in quanto vengono annientati dal sistema immunitario.
Ogni infezione micotica indica la presenza di un sistema immunitario indebolito e di una flora intestinale distrutta.
L’incauta assunzione di medicine, di ormoni e di veleni chimici, oltre che errori nell’alimentazione, hanno determinato una drastica crescita di infezioni micotiche, perché tali sostanze o distruggono la flora batterica o indeboliscono il naturale sistema immunitario.
Gli specialisti sostengono che il 75% della gente soffre di infezioni micotiche.
Le sostanze che danneggiano la flora intestinale o le difese naturali sono: antobiotici, antimicotici, cortisone, chemioterapia, pillole anticoncezionali, conservanti, acidi idrossibenzoici, acido acelsalicitico, acidi sorbici, acidi benzoici, argento per l’otturazione dei denti, palladio per le otturazioni in oro, platino dei catalizzatori dei gas di scarico.

Cura globale

Il concetto di terapia globale per la cura delle infezioni batteriche intestinali comprende sei passi fondamentali della medicina di Ildegarda.
1. Depurazione e disintossicazione dell’organismo.
2. Alimentazione che favorisca la formazione della flora intestinale.
3. Pulizia intestinale con piante e medicine cosiddette carminative, che eliminano fluidi nocivi, scorie e gas intestinali.
4. Terapia microbiologica. Con i germi vivi si stimola il sistema di difesa naturale, si migliora il ricambio e si ricostruisce la flora batterica.
5. Terapia di trasformazione: dieta e terapia ricostruttiva per la purificazione dell’anima e per il rafforzamento delle forse di difesa spirituali e fisiche.
6. Misure per la pulizia intestinale e per la stimolazione immunitaria.

 

EFFETTI NEGATIVI DELL’ELETTROSMOG

 

L’elettrosmog consiste nell’insieme dei campi elettrici, magnetici ed elettromagnetici, sia artificiali, sia naturali, che inquinano l’ambiente, rendendo sempre più difficile l’equilibrio delle funzioni del corpo.

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Non bisogna dimenticare che ogni cellula del corpo funziona con un potenziale di membrana variabile dai 60 ai 90 mV, che viene mantenuto grazie all’attività della pompa ionica, che spinge costantemente gli ioni potassio all’interno della cellula, spingendo viceversa all’esterno gli ioni sodio.

L’energia per il mantenimento della pompa ionica deriva dai processi elettrochimici che avvengono all’interno dei mitocondri, le centrali di produzione d’energia dell’organismo.

In essi, grazie ad una catena di composti che alternativamente si ossidano e si riducono, si crea un flusso di elettroni, che infine giungono all’ossigeno molecolare, che combinandosi con i protoni prodotti in parallelo nel processo elettrochimico, forma molecole d’acqua.

Se questo delicato processo non funziona appropriatamente, se cioè qualche evento chimico o elettromagnetico perturba il parellelo flusso di elettroni e protoni, nascono i famosi e famigerati radicali liberi, che destabilizzano tutta la struttura cellulare.

Due enzimi in particolare e cioè la superossidodismutasi e la catalasi, neutralizzano l’effetto devastante dei radicali liberi, ma, in caso di indebolimento del corpo o di eccessiva formazione di radicali per effetto dell’elettrosmog, questo processo di riparazione può essere in diversa misura impedito.

Non esiste una difesa assoluta dall’elettrosmog, dato che solo laboratori atomici al di sotto del Frejus o del Monte Bianco, dotati di spessi schermi di piombo, possono impedirne la sua diffusione. Dunque la soluzione non può consistere nel bloccarlo!!!

E’ risaputo che tutto ciò che esiste, con temperatura diversa dallo zero assoluto, possiede ed emette una sua specifica radiazione elettromagnetica che, quando è nociva per l’uomo e per il suo habitat, è di fatto definibile con il termine di elettrosmog.

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Infatti,a riguardo delle fonti presenti nell’ambiente che emettono elettrosmog naturale come: le reti magnetotelluriche, l’irraggiamento cosmico e solare, la radioattività, i temporali, ecc.., il medico e ricercatore tedesco Ernst Hartmann dichiarò, a partire dal 1961, dopo anni e anni di sperimentazioni eseguite nei suoi centri, su migliaia di cavie che è a causa di questi fattori nocivi che nel 65% dei casi si instaura nell’individuo “La malattia” (dai semplici disturbi, fino alle malattie croniche come il cancro).

Questa percentuale è negli ultimi anni sensibilmente aumentata, a causa della presenza sempre più numerosa nell’habitat di fonti emananti elettrosmog artificiale tra cui annoveriamo:i ripetitori in generale, gli apparecchi di telefonia mobile (cellulari, cordless, ricetrasmittenti, ecc…), gli strumenti che funzionano con la corrente elettrica o a batteria (computer, videogame, forni a microonde ed elettrici, termocoperte, radiosveglie, phon, tutti gli elettrodomestici, ecc…), le condotte della corrente elettrica (elettrodotti, impianti elettrici domestici ed industriali, ecc…), i radar, le radiofrequenze, le reti wireless e così via. Per completare il quadro va considerato inoltre che alle fonti sopracitate si sono aggiunte ultimamente tutte quelle legate alle scansioni satellitari (GPS, radar militari e civili, televisive, ecc…) che, dal momento che inviano costantemente dallo spazio i loro segnali in ogni zona della Terra, fanno ormai sì che ognuno di noi, ovunque si trovi, sia sempre “trapassato” da questi campi elettromagnetici alteranti.

Sulla base di quanto prima dichiarato si deduce quindi che l’elettrosmog è ormai praticamente presente in ogni luogo e che di conseguenza in questo agente altamente inquinante che non ha odore, non si vede e non si sente, siamo sempre tutti e tutto ciò che ci circonda immersi in maniera costante, con le conseguenze nocive che ne possono derivare per il nostro organismo e per l’habitat.

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Dolori articolari? ALT!

Prima di rimpinzarti di antidolorifici o peggio di antidepressivi,

devi assolutamente fare questi test!

Carenza di vitamina D

Vari studi hanno dimostrato un potenziale legame tra il dolore e la carenza di vitamina D.

In uno studio effettuato nel 2012 su 100 donne che soffrono di dolore cronico legato alla fibromialgia, i ricercatori hanno scoperto che il 61% di loro ha sofferto anche dalla carenza di vitamina D.

 

In un altro studio recente effettuato in Austria, i ricercatori hanno anche scoperto che il supplemento di vitamina D costantemente somministrato,  ha diminuito il dolore nei pazienti affetti da dolori fibromialgici.

Quando i pazienti hanno interrotto la somministrazione di vitamina D, i loro sintomi sono peggiorati di nuovo.

La vitamina D si testa dall’esame del sangue.

Carenza di Magnesio

Un’altra carenza testare è il magnesio.

I sintomi di carenza di magnesio possono includere dolore, bassi livelli di energia, debolezza muscolare, disturbi del sonno, ansia, ipertensione e altro ancora.

Anche il Magnesio si testa con l’esame del sangue.

Carenza di vitamina B12

La vitamina B12 svolge un ruolo importante nella sintesi dei neurotrasmettitori nel cervello che regolano l’umore, il sonno, l’energia e altro ancora.

Purtroppo non è semplice assumere con i cibi la vitamina B12 a sufficienza, e questo può portare ad una carenza.

Se ti senti stanco, debole, depresso, o ansioso – c’è la possibilità di avere una carenza di vitamina B12.

La vitamina B12 svolge anche un ruolo importante nel sano funzionamento dei nervi.

Un deficit a lungo termine può portare alla neuropatia – o danni al sistema nervoso – che può causare dolore, formicolio o intorpidimento.

Il test per la carenza di vitamina B12 si effettua con l’esame del sangue.

Carenza di Acido folico 

Le persone che presentano una carenza di vitamina B12,  spesso non hanno abbastanza acido folico.

I segni di una carenza di acido folico comprendono affaticamento, debolezza, vertigini, dolori alla bocca, dimenticanze, irritabilità, difficoltà di concentrazione, e altro.

Come per il test B12, si esegue l’esame del sangue.

Test della tiroide

Un’altra cosa che si dovrebbe testare è la funzione della tiroide.

La tiroide è una piccola ghiandola nel collo che produce gli ormoni che aiutano a regolare l’energia, l’umore, il metabolismo e altro ancora.

I due tipi di ormoni che crea sono triiodotironina (T3) e tiroxina (T4).

Se si producono abbastanza ormoni, si può avere depressione, aumento di peso, mancanza di energia, e altro.

Questa patologia è nota come l’ipotiroidismo.

Se invece la tiroide produce troppi ormoni, si possono avere elevati livelli di ansia, tremori, disturbi del sonno, debolezza, stanchezza, irritabilità, irrequietezza, e altro.

Anche in questo cosa si procede con gli esami del sangue per verificare il livello degli ormoni.

Se il test rileva problemi con i livelli di ormoni, ulteriori test potranno determinare la causa e il trattamento corretto.

Test PCR (proteina C-reattiva) 

Il tuo sangue contiene una proteina nota come proteina C-reattiva.

Il fegato produce questa proteina in risposta all’infiammazione – così alti livelli di PCR nel sangue potrebbe indicare infiammazione cronica.

Con l’esame del sangue si verificano i livelli di PCR.

Se il test conferma alti livelli di PCR nel sangue, il medico può ordinare altri test per determinare la causa dell’infiammazione.